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  RIGNANO GARGANICO
 
Un pò di storia 

Anticamente detta Rinianum, poi Arignano ed infine Rignano Garganico con l’unità d’Italia. Il primo nucleo abitato viene fatto risalire ai secoli VII ed VIII, ed il nome deriva da “Ara Janus” cioé, altare di Giano.

Fu popolato dagli Arpani. Nel 1150 era feudo dell’Abbazia di Monte Saraceno, successivamente fu di proprietà dei Corigliano di Salerno e di altri feudatari che si intitolarono marchesi di Rignano.

La leggenda vuole che re Ferdinando II di Borbone si recò a far visita a Rignano. Arrivato alle pendici della città, guardandola dal basso e valutandone l’impervia salita da percorrere, esclamò: “Rignano, regna quanto vù, che je nun te ‘nchiane” (Rignano, regna quanto vuoi, che, io non ti salgo).

Affacciato sulla piana del Tavoliere, Rignano Garganico viene definito il “balcone della Puglia”. Dalle sue alture si scorge il Subappennino mentre, ruotando leggermente il capo sulla destra, lo sguardo arriva sulle montagne del Molise. A sud invece il basso Tavoliere ci porta fino al confine con la provincia di Bari.

Da visitare 

L’antico CASTELLO normanno risulta già costruito nel 1095, sede del Signore e delle guarnigioni dei militi. Si conservano ancora i resti della torre.

GROTTA PAGLICCI. C’è un patrimonio archeologico di valore incalcolabile alle pendici dei monti su cui insiste il comune di Rignano Garganico. Ed è il sito archeologico di Grotta Paglicci, tra i siti archeologici più importanti ed antichi della Puglia, ha restituito resti ossei dell’homo sapiens, composti in una sepoltura a lastre di pietra sotto uno strato di ocra rossa, accanto ad oggetti in selce che costituivano i1 corredo funerario. Interessante perle pitture parietali neolitiche scoperte al suo interno ed oggetti in osso recanti figure di animali che sono prova della concezione figurativa nalitralistica degli uomini del neo1itico.

Nella grotta è stato anche rinvenuto un dolmen, riconducibile ai primi insediamenti umani in Capitanata, di importanza internazionale. Il reperto più vistoso della struttura megalitica è una stele di 4 metri circa. Al di là del pilastro c’è una galleria lunga decine di metri, mentre alle spalle dell’area descritta vi è tutto un sistema organizzato costituito da strutture megalitiche, strutture funerarie realizzate con massi squadrati collocati verticalmente a formare una cassetta litica, e forse anche basi di torrette.

Parte del sito archeologico è stato finalmente annesso al Parco del Gargano, con i benefici facilmente immaginabili, specie in termini di tutela e valorizzazione del territorio. I FOLLETTI DEL GARGANO. Al buio pesto e gelido di Grotta Paglicci sono legate molte leggende che riguardano i cosiddetti “folletti del Gargano”, spiritelli del bene che - pare - aleggino sui visitatori dell’enigmatica grotta secolare.

Un’altra leggenda vuole che la statua della Madonna col Bambino contenuta nella chiesa rurale della Madonna di Cristo (quest’ultima sorge sul ciglio di un burrone) venga da secoli venerata dai residenti come protettrice delle famiglie ed invocata per propiziare le piogge.