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PIETRA
MONTECORVINO |
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| Un
pò di storia |
| E’ posta
su un gran masso di pietra, da cui il nome, nei
pressi del torrente Triolo, nell’ampia valle
detta Guado degli Uncini. L’aggiunta di Montecorvino
é riferimento a profughi dell’omonima
città distrutta, che popolava anche i borghi
vicini. Appartenne ai conti di Toia, poi ai Cavaniglia,
ai Carafa e ai Marra. Nel 1542 l’aquistarono
i Montalto, i cui eredi la detennero fino al 1885,
anno in cui divenne comune autonomo. |
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| Da
visitare |
Fra alberi di
faggio e querce si trovano i ruderi della CELLA
DI SANT’ONOFRIO, un vecchio convento francescano
dedicato a questo santo che dà anche il nome
al bosco in cui era situata la costruzione. La cella
doveva far parte di un piccolo agglomerato dove
monaci eremiti conducevano la loro vita in mezzo
alla natura, in raccoglimento mistico e silenzioso.
Sant’Onofrio era un eremita martire del V
secolo il cui culto si diffuse in Italia al tempo
delle crociate.
MONTECORVINO era un importante centro medievale
fondato nell’XV secolo, distrutto definitivamente
nel XV secolo. I profughi dettero vita a Pietra
Montecorvino, Motta Montecorvino e Volturino. Nel
sito troviamo i resti dell’imponente torre,
ribattezzata, per la forma assunta, “la sedia
del diavolo”.
S. MARIA ASSUNTA fu costruita nel XIII secolo é
stata ristrutturata nei secoli XVI, XVIII e XX.
Vi si accede dalle “scale lunghe” che
portano all’ingresso ove c’era l’antico
presbiterio gotico. Ad unica navata é ricco
di sculture, affreschi e preziose sepolture. Imponente
la torre campanaria.
Attorno alla TORRE NORMANNA quadrangolare sorse
il borgo, meglio conosciuto come la Terra Vecchia.
Fanno parte del poderoso complesso difensivo la
stessa torre, le cortine del castello, il palazzo
ducale e l’annessa chiesa dell’Assunta. |
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