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  MATTINATA
Un pò di storia 

Si adagia ai piedi del Gargano verso il mare, tra Monte Saraceno e Monte Sacro. Il nome Mattinata già figura nel 1158 in una Bolla di papa Adriano IV. Pare che la sua denominazione provenga dall’antico pugliese Matina, che significherebbe terreno coltivato, pianeggiante o collinoso. Nei suoi pressi sorgeva anticamente la nobile e fiorente Matinum, fondata dai Greci e distrutta dai Saraceni ed in seguito sommersa da un maremoto. Su Monte Sacro (872 m), si trovano i resti dell’Abbazia della Trinità, primo rifugio di una comunità di eremiti dipendenti dal Monastero di Santa Maria di Càlena. Divenne poi priorato benedettino e nel 1138 Abazia. Fu proprietaria di vasti possedimenti ed ebbe giurisdizione su numerose chiese. Ma già dal XV secolo iniziò il periodo di definitiva decadenza.

Da visitare 

MONTE SARACENO. A pochi chilometri da Mattinata, proteso sul mare in direzione di Manfredonia, si alza lo sperone aspro e scosceso di Monte Saraceno. Il luogo, che mostra segni di attività sin dall’età del Bronzo (II millennio a. C.), ospita una necropoli-santuario che ha fornito testimonianze fondamentali per la conoscenza della civiltà della Daunia. Le numerose tombe, infatti,scavate nel calcare secondo un profilo “a sacco”, hanno restituito ricchi corredi ornamentali in bronzo, ambra e pasta vitrea, nonché sculture antropomorfe, probabilmente utilizzate come segnacoli sulle tombe per ricordare in forma stitizzata le sembianze del defunto.

L’ABBAZIA DI MONTE SACRO. Sulla sommità di Monte Sacro, custodite dal fitto della vegetazione spontanea, si celano le imponenti e straordinarie, rovine di un’antica abbazia benedettina consacrata alla SS. Trinità. La tradizione vuote che il sacro edificio fosse sorto intorno al V secolo, sul luogo precedentemente dedicato al culto pagano di Giove. Intorno al XII secolo, grazie alla crescente floridezza economica e culturale, l’originaria cella monastica divenne una ricca e potente abbazia. Fu in questa stagione di fermento spirituate che rimpianto originario venne dotato di nuove e monumentali strutture, nonché di un raffinato apparato ornamentate. Di quest’ultimo restano le testimonianze restituite dalla chiesa e dal chiostro, tra cui preziosi capitelli ornati con motivi vegetali e alcuni frammenti di affreschi.

Salendo sulla vetta del Monte, al fascino esercitato dalle rovine si aggiunge la suggestività del paesaggio circostante, dominato sullo, sfondo dalla piana olivicola di Mattinata.