Itinerari
 «Balneare
 «Culturale
 «Enograstonomico
 «Naturalistico
 «Religioso
 «Vacanze
 
 
 
 
|Agenzia di marketing | Lavora con noi | Consulenza | Informazioni | Email |
 
  MANFREDONIA
 
Un pò di storia 

Fu fondata nel 1256 da Manfredi, da cui prese il nome, per trasferirvi la popolazione di Siponto divenuta inabitabile a causa dell’impaludamento del terreno. Manfredonia sin dal 1258 ereditò i diritti ed i titoli dell’Arcivescovado sipontino.
Carlo I d’Angiò, vincitore degli Svevi, ne mutò il nome in Nova Siponto, ma Manfredonia prevalse nell’uso. La costruzione del castello, iniziata da Manfredi, venne completata dagli Angioini i quali cinsero la città di possenti mura.
Nel 1419 fu saccheggiata dai Francesi che se ne impadronirono. Nel 1463 venne nuovamente saccheggiata da Ferdinando I d’Aragona. Soffrì ancora, come altre città pugliesi, al tempo delle contese tra Carlo V, imperatore di Spagna, e Francesco I, re di Francia. Il 16 di agosto 1620 fu presa dai Turchi che per tre giorni la saccheggiarono.
Nel 1915 un colpo di cannone esploso dagli Austriaci su Manfredonia segnò l’inizio della Prima Guerra Mondiale.
Il lido di Siponto nasce nel 1936 in un’area a pineta che il Consorzio di Bonifica della Capitanata non poteva trasformare in podere a causa della dura roccia che vi affiorava.

Da visitare 

Il CASTELLO SVEVO-ANGIOINO fu fatto costruire nel 1256 da Manfredi, in origine comprendeva un insieme di fabbriche con un fortilizio e quattro torri basse congiunte da mura ed una grande caserma. Nel 1266 Carlo 1 d'Angiò affidò i lavori di completamento e di ampliamento al maestro Giordano Onofrio da Montesantangelo.
S. MARIA MAGGIORE DI SIPONTO. Costruzione romanica a pianta quadrata e con cupola centrale, due absidi (una ad ovest ed una a sud), ed un portale riccamente decorato. Sorge accanto ai resti di una basilica paleocristiana del V o VI secolo, dove si può ammirare il bel mosaico pavimentale. Probabilmente fu costruita da Leone, che fu arcivescovo di Siponto dal 1023 al 1050.
La CRIPTA DI S. MARIA MAGGIORE é grande quanto la chiesa ed è scandita da quattro grandi colonne che corrispondono ai pilastri di sostegno della cupola. Vi sono distribuite ancora sedici colonnine con capitelli romanici che reggono archi a tutto sesto e cupolette a vela. E’ concepita come una vera e propria chiesa.
SAN LEONARDO DI SIPONTO. La sua architettura risalirebbe alla fine dell’XI secolo. Alla chiesa, nel 1167, venne aggregato un ospizio voluto dal re normanno Guglielmo e dedicato a San Leonardo, protettore dei prigionieri e degli schiavi. Nella seconda metà del secolo XV divenne abbazia concistoriale e dal XVII al XIX secolo fu affidata ai Francescani.
IL ROSONE DI LUCE. Ad ogni solstizio d’estate, il 21 giugno di ogni anno, accade un singolare fenomeno nella chiesa di San Leonardo.
Quando scatta il mezzogiorno astronomico, il sole perfettamente allineato sulla direttrice penetra con un sol raggio all’interno della chiesa attraverso un piccolo rosone posto sulla cupola e va a cadere sul pavimento al centro dei due possenti pilastri che sorreggono la navata centrale. Mistero o casualità? Probabilmente nessuno dei due. E’ un marcingegno concepito con precisione, secondo calcoli astronomici combinati con quelli dell’architettura dell’abbazia. Fenomeno analogo avviene in Francia nella cattedrale di Chartres, ma qui il gioco è più semplice perché il foro è praticato nel vetro di una finestra.
La CATTEDRALE fu costruita nel 1270 e dedicata a San Lorenzo Maiorano, vescovo dell’antica Siponto, fu distrutta dai turchi nel 1620. Dopo ottant’anni venne riedificata ad opera dell’arcivescovo Orsini. L’ingresso principale si trovava dove é situato attualmente il campanile.
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DEL GARGANO. Dedicato a Silvio Ferri, a cui si deve la scoperta delle stele daunie, è ubicato nei locali del castello ed è stato istituito nel 1968. Vi sono esposti reperti archeologici recuperati in villaggi neolitici della foce del Candelaro, di Coppa Navigata e dalle Grotte di Scaloria e Occhiopinto. Affascinanti stele daunie (sec. VIII - VI a.C.), di eccezionale importanza per lo studio della protostoria italiana, sono esposte in un apposito salone assieme a bronzi e ceramiche di tipo daunio provenienti dalla necropoli di Monte Saraceno. E’ un museo indirizzato didatticamente e quindi da visitare.
LAGO SALSO – LE PALUDI DI FEDERICO II. Per secoli temute e combattute dall’uomo, le zone umide di Manfredonia sono oggi riscoperte e tutelate dal Parco Nazionale del Gargano per la biodiversitá e l’mportanza ecologica che rivestono. Il paesaggio è quello tipico della palude, con un esteso canneto importante per la nidificazione di molte specie di uccelli. Si potranno notare centinaia di oche selvatiche, aironi cenerini, garzette e piro piro.