Sorge sulle
pendici degli Appennini ed é protetta dal
Monte Sudore forse sui ruderi dell’antica
Vaccariccia esistente fin dal 1062. Il nome deriva
probabilmente da Vicus o, nella forma diminutiva,
Viculus. A pochi chilometri dal centro abitato
sorge Tertiveri, l’antica Turtibulum, che
fu in epoca medioevale sede episcopale. Passò
poi al capo saraceno Abd-el Aziz, che vi fece
costruire una moschea al posto della cattedrale.
Gli Angioini quando sterminarono i Saraceni di
Lucera abbatterono anche Tertiveri. Nel 1441,
per punirla della fedeltà al pretendente
Renato d’Angiò, Alfonso I d’Aragona
la sottomise con particolare crudeltà.
Per volere di Carlo I d’Angiò fu
feudo di Virgilio de Cotonea. Passò poi
a Bertrando dei Reali, ai Cantelmi, ai Caracciolo,
agli Stendardi, ed infine fu restituita al Regio
Demanio.
S’ignora il tempo in cui fu sede vescovile,
ma lo fu sicuramente prima del XVI secolo. Ai
conti di Biccari appartengono i feudi di Vetestrella
e di Femminamorta.
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