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APRICENA |
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| Un
pò di storia |
Il suo nome,
secondo alcuni studiosi, deriverebbe dal cinghiale
ucciso e fatto imbandire da Federico II, come ancora
ricorda lo stemma comunale. Altri, invece, fanno
risalire l’origine della città ad epoca
più antica, quando il suo nome era “porcina”
ed attribuiscono l’insegna del cinghiale a
remote influenze etoliche.
Apricena sorgeva nei pressi dell’antica città
romana Collatia o Colatia, di cui si hanno notizie
già nell’VIII sec.
Federico II la fondò, vi risiedette (1221-26)
e le concesse privilegi (1230). Apricena poi decadde,
nonostante tentativi di vari sovrani per risollevarla
e proteggerla contro i baroni feudali; ma fu venduta
ai Gonzaga e passò poi ad altri signori.
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| Da
visitare |
La chiesa di
SANT’ANTONIO fu edificata nel 1668 sulle macerie
dell’antico convento francescano, crollato
col terremoto del 1627. Il campanile venne realizzato
nel 1854 e la scalinata nel 1888. In questa chiesa
é custodita una pietra d’epoca romana
con l’effigie della Madonna col Bambino.
Poco lontano da Apricena sono visibili, su rupi
inaccessibili, i resti di CASTELPAGANO, abitato
da Berberi di origine africana, già rocca
saracena e poi normanno-sveva definitivamente abbandonata
nel ‘700. |
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