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ACCADIA |
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| Un
pò di storia |
La sua storia
inizia tra il II ed il I millennio a.C. con i Dardani,
per seguire dopo con la caduta dell’impero
Romano d’Occidente, poi con la dominazione
Bizantina ed infine con varie genti e culture.
Sorge su di un colle delle ultime propagini del
Subappennino. Nei dintorni di Accadia vi sono rovine
di epoca romana, ma è dubbia la sua identificazione
con il centro di Accua o Acuca, città degli
Irpini. Secondo alcuni, qui sorgeva l’antica
Eca, dea dell’acqua, da cui sarebbe derivato
Ecadia e quindi Accadia (Aqua Cadiva, cioè
acqua che cade).
Venne espugnata nel 214 a.C. dal console Marcello
e distrutta nell’88 a.C. da Silla. Nel 1462
resistette fermamente all’assedio di Ferdinando
II d’Aragona, re di Napoli e Sicilia. Fu feudo
dei Caracciolo-Del Balzo e da ultimo dei Recco e
dei Dentice. Fu dannegiata dai terremoti del 1456
e del 1930. Fino al 1927 ha fatto parte della provincia
di Avellino.
Nella chiesa matritice si conservano parte dei resti
mortali di papa Callisto II, traslati dalla vicina
chiesetta di Santa Maria Maggiore. Il Pontefice
era morto sulla via Appia il 12 dicembre 1124, mentre
ritornava dalla vicina Troia, dove aveva presieduto
un concilio di ottantacinque vescovi e sessanta
abati. |
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| Da
visitare |
La MAGNA MATER.
Nell’agosto del 1970 venne rinvenuta una antichissima
e misteriosa statua. Il grosso delle epigrafi, incise
su essa, è stato per buona parte individuato
catalogato, ma non pochi sono i simboli e le parole
cbe ancora attendono una risposta. La statua, alta
poco più di un metro, si presenta in atteggiamento
matronale senza braccia o piedi. La sua immagine
ha richiamato simboli ed interpretazioni diverse.
Ancora misteriosa ne è l’origine. Secondo
la leggenda sarebbe una delle famose pietre dell’antica
Troia trasportate da Diomede in Daunia.
TORRE DELL’OROLOGIO. Pregevole il bassorilievo
in marmo, copia fedele di quello che si trova sul
portale del Maschio Angioino.
La consacrazione del Santuario di S. CRISPIGNANO
è avvenuta il 1927 con l’incoronazione
della Vergine del Carmine (21 agosto). La storia
locale riporta una grande cavalcata il 22 agosto
dello stesso anno da via Tammaro (poi Mirabella)
alla piazza del paese.
La FONTANA MONUMENTALE fu costruita in epoca borbonica,
come è visibile dall’epigrafe sul frontone,
è stata più volte rimaneggiata. Nel
1987 sono stati aggiunti i due pannelli laterali.
Lo stemma lapideo è del 1701. |
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